Percorso Naturalistico, Cammini Lenti, Via Francigena, Parchi e Giardini

A pochissima distanza da Roma, la Tuscia offre una serie di piacevoli camminate, definibili oggi come percorsi lenti, che offrono la possibilità di ammirare un territorio ricco di bellezze naturali, così come parchi e giardini. 

LA VIA FRANCIGENA 

Un itinerario tutto da vivere alla scoperta della Tuscia tra bellezze naturalistiche, con borghi suggestivi, prelibatezze enogastronomiche e antiche tradizioni grazie alla collaborazione dei Comuni attraversati dal tratto dell’antica via che un tempo univa la Francia a Roma, da cui venne adottato il nome di Via Francigena o Romea. Nei Comuni di Proceno, Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Vetralla, Capranica, Sutri e Monterosi, sono indicate grazie ad una funzionale cartellonistica, le strade che percorrevano i pellegrini per raggiungere la città eterna. Ogni anno, la prima settimana di ottobre, la Camera di Commercio di Viterbo organizza un percorso assistito che in sette giorni a piedi porta alla scoperta di paesaggi mozzafiato e bellezze artistiche e architettoniche attraversando da nord a sud tutta la Tuscia lunga la Via Francigena prima di imbarcarsi su un pullman per il trasferimento in piazza San Pietro a Roma per l’udienza papale del mercoledì. Appuntamento da non perdere per godersi questo cammino in sicurezza e tranquillità, con la splendida accoglienza dei Comuni attraversati.

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Via Francigena. Antico basolato della Via Cassia

SENTIERI TEMATICI SOTTO LA RUPE DI VITORCHIANO

Dalla valle delle statue, un’aerea verde ai piedi del borgo di Vitorchiano allestita con statue realizzate da scalpellini locali durante i simposi dedicati alla loro arte e alla pietra locale (il peperino), partono i sentieri tematici che circondano la rupe su cui si erge il borgo, con una lunghezza totale di 10 Km. I sentieri sono formati dal cammino religioso, che porta al santuario di San Michele, dal sentiero natura e fitness e dal percorso dell’armata Brancaleone. Piacevoli percorsi con aree di sosta, dove arte, archeologia e natura si uniscono in un’unica esperienza per trekking o in mountain bike.

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Vitorchiano. Veduta

CIRCUITI NATURALISTICI, STORICI, ARCHEOLOGICI DELLA VALLE PERLATA A MONTEFIASCONE

I circuiti si snodano all’interno della caldera del lago di Bolsena sotto la cittadina di Montefiascone, all’interno della valle definita per la sua bellezza “Perlata”. Quattro possibili percorsi di media e alta difficoltà, da un minimo di 7 Km a un massimo di 13 Km, tra boschi, sorgenti, chiese rurali e ruderi archeologici.

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Lago di Bolsena. Veduta da Montefiascone

CENTRO BOTANICO MOUTAN, GIARDINO DELLE PEONIE 

Si trova su Strada Ortana, 46, Località Il Pallone, Vitorchiano. Il Centro Botanico Moutan riunisce in un’area di 15 ettari la più vasta collezione al mondo di peonie arboree ed erbacee cinesi (oltre 200.000 esemplari). Raccoglie circa 600 differenti varietà e ibridi naturali appartenenti alle specie botaniche conosciute. Fiore all’occhiello dell’intera raccolta, oltre a rari esemplari appartenenti al gruppo delle Delavayane, sono le piante madri adulte della specie Rockii, straordinarie varietà che crescono spontaneamente sugli altipiani del Tibet, ad oltre 2000 metri di altitudine, sopportando temperature estreme, anche al di sotto dei -20°C. Si tratta di arbusti particolarmente rari e pregiati di cui il Centro Botanico Moutan raccoglie oltre ottanta cultivar. Nei mesi di Aprile e Maggio è possibile visitare il Giardino delle Peonie, alla scoperta di questi magnifici fiori che danno vita ad un parco unico.

LA RISERVA NATURALE DEL LAGO DI VICO 

È un’area di circa 3.000 ettari che bagna le sponde del lago, racchiusa nella cornice dei monti Cimini, ricoperta per due terzi da una vegetazione caratterizzata da maestosi faggi, castagni e cerri secolari, e il restante dalla coltivazione delle nocciole. La flora rigogliosa, ci mostra splendidi esempi di orchidee, viole, scille, bucaneve e gigli di san Giovanni. Anche la fauna ci mostra un ricco campionario: dalla poiana al lanario, dal nibbio al falco pellegrino, dal picchio all’allocco, al gufo, alla civetta per passare poi alle specie acquatiche quali l’airone, le anatre e i limicoli. Lungo i sentieri si possono incontrare volpi, istrici, cinghiali, tassi e faine. Per quanto riguarda la fauna ittica troviamo la tinca, il persico reale, il luccio, l’anguilla e il coregone. Sentieri naturalistici, aree parcheggio e per il pic-nic offrono al visitatore ottime opportunità per immergersi nella natura. Collocata sempre sui monti Cimini a oltre 1.000 metri di altezza nei pressi di Soriano nel Cimino, si trova la Faggeta, un’ampia area di faggi secolari. Presso Corchiano è visitabile l’Oasi WWF con 500 ettari di verde incontaminato. Qui il vasto repertorio della fauna ci permette di incontrare moltissime specie di uccelli quali il gheppio, i gufi reali, civette e barbagianni, falchi, pavoncelle, picchi, ghiandaie, beccacce e colombacce e mammiferi come cinghiali, volpi, istrici e tassi.

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Lago di Vico. Veduta

PARCO SUBURBANO VALLE DEL TREJA 

Spostandoci nella valle del Treja troviamo presso Calcata il Parco Suburbano Valle del Treja. L’area di circa 1.000 ettari, caratterizzata dalle caratteristiche forre (gole scavate dal fiume) è popolata da volpi, istrici, tassi e donnole, così come falchi nibbi, gheppi, poiane e rapaci notturni.

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Parco Valle del Treja

PARCO SUBURBANO MARTURANUM 

Barbarano Romano il parco, con un dislivello di 300 metri, dai 900 metri di altezza, dei Monti Cimini si attraversa l’area del parco fino ai 600 metri dei monti della Tolfa, passando attraverso continui cambi climatici e morfologici del terreno. Qui trovano il loro habitat naturale, numerosissimi uccelli come il nibbio, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, l’allocco, la civetta, l’assiolo e il gufo reale. Si incontrano frequentemente anche faine, donnole, volpi e cinghiali, e a volte l’eccezionale presenza del gatto selvatico. Divertente e frequente è l’incontro con mucche maremmane e cavalli che pascolano allo stato brado.

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Bassano Romano. Parco Suburbano Marturanum. Tombe etrusche

RISERVA NATURALE DELLE SALINE E PARCO DI VULCI 

Sulla costa di Tarquinia. Qui trovano rifugio uccelli quali gli aironi, i cormorani, i falchi, le garzette e le anatre. Sempre sulla costa, salendo verso nord lungo la S. S. Aurelia, a Vulci (Montalto di Castro) è situata un’Oasi del WWF, un’area protetta di oltre 158 ettari, che si estende lungo il corso del fiume Fiora, dove aironi, nitticore, garzette, germani reali, ma anche la lontra, trovano riparo. Tornando all’interno, nel territorio di Farnese si incontra- no la Selva del Lamone e il Lago di Mezzano a Valentano. Fitti e impenetrabili boschi, caratterizzati da alberi di cerro e macchia mediterranea, si estendono da qui fino ai confini con la Toscana. Grandi pietre riunite insieme, denominate Murce, appaiono qua e là nel sottobosco. Proseguendo ancora in direzione nord arriviamo ad Acquapendente, nella Riserva Naturale di Monte Rufeno. L’area, che si estende su circa 3.000 ettari nei pressi del fiume Paglia, ospita molte specie animali tra cui il daino, il tasso, la volpe, l’istrice, la faina, il cinghia- le e tra gli uccelli come l’assiolo, il gufo, la civetta e la ghiandaia. Anche la flora si mostra abbondante e lussureggiante. Presso il Museo del Fiore è possibile svolgere esperienze didattiche o fruire di servizi che permettono la scoperta dei percorsi naturalistici della riserva. Scendendo lungo la via Cassia si raggiunge il Lago di Bolsena. Con un perimetro di circa 43 km, il bacino caldèrico costituisce il più grande dei laghi vulcanici italiani. Proseguendo verso la valle del Tevere raggiungiamo la Valle dei Calanchi di Bagnoregio, formata da guglie scavate dagli agenti atmosferici in forme suggestive.

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Vulci. Ponte della Badia sul Fiume Fiora

GIARDINI ALL’ITALIANA

Secondo una moda in voga nel Rinascimento italiano, le grandi residenze degne di questo nome iniziarono a munirsi dei cosiddetti giardini all’italiana. Degni di particolare nota sono i fantastici giardini presenti nelle ville rinascimentali di Bagnaia (Villa Lante) e Caprarola (Palazzo Farnese), e al Castello Ruspoli di Vignanello. Il perfetto connubio tra natura e opera dell’uomo prende forma sotto le perfette geometrie delle siepi sempre- verdi che incorniciano in un sa- lotto unico terrazze e fontane. Di contro, proprio dello stesso periodo, si contrappose in questa zona l’affascinante Parco dei Mostri di Bomarzo,con le sue creature fantastiche intagliate nella pietra. Qui l’irrazionalità e la meraviglia, ora come allora, trovano spazio nella fantasia del visitatore.

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Vignanello. Castello Ruspoli

PALAZZO FARNESE A CAPRAROLA

È una delle opere più importanti dell’Europa del Rinascimento. Il palazzo ed i giardini sono immersi nel verde dei Colli Cimini, a metà strada tra Viterbo e Roma. Ci troviamo nell’Alto-Lazio, nei pressi del lago di Vico.

I Giardini della Villa si trovano alle spalle del palazzo. L’edificio ha la forma di un grande pentagono a cinque piani, ha un cortile circolare e una grandiosa scala a chiocciola. I piani più importanti sono quelli dei Prelati ed il piano nobile.

L’opera fu commissionata alla fine degli anni ’40 del XVI secolo dal cardinale Alessandro Farnese il giovane (1520- 1589) al Vignola. La costruzione del palazzo-fortezza a cinque piani fu realizzato in soli venticinque anni, tra il 1550 e il 1576. L’interno è uno spazio che ostenta ricchezza, caratterizzato da superfici molto estese di affreschi.

Anche i giardini furono disegnati da Jacopo Barozzi da Vignola, ma la realizzazione si protrasse fin dopo la morte di questi (1573). Gli ultimi lavori dei giardini furono completati dal pronipote del cardinale, Odoardo, nel 1620. I giardini sfruttano la collina boscosa di tufo dietro il palazzo-fortezza.

I Giardini Bassi si allacciano molto strettamente allo spazio del palazzo, sono raggiungibili attraverso due ponti che scavalcano un fossato. Sono due grandi quadrati, il giardino d’estate e il giardino d’inverno posti alle spalle dell’edificio. I giardini sono a siepi di bosso a meandro e ripropongono il modello del recinto sacro. Come tutti i giardini all’italiana, anche i giardini di Caprarola dovettero riflettere la struttura dell’Universo. Perfetto perché di natura divina. Il giardino geometrico era concepito come un microcosmo, composto in forme geometriche dalle proporzioni perfette. Una forma ricorrente dei giardini all’italiana era il quadrato che simboleggia la Terra. In tutte e due i giardini si trova una grotta, luogo importante nelle simbologie rinascimentali.

Nel giardino d’estate la Grotta dei Satiri, in quello d’inverno la Grotta dei Tartari. La Grotta dei Tartari è la ricostruzione di una caverna, con un laghetto, giochi d’acqua e sei Satiri. Costituiva lo sfondo per gli spettacoli che il cardinale organizzava per allietare i suoi ospiti. Dai Giardini Bassi si sale lungo un bel viale alberato di abeti bianchi nei Giardini Alti. Il Parco da caccia venne in parte trasformata in un giardino, su quattro terrazzamenti. Con fontane dai giochi e suoni d’acqua, labirinti a siepi, e sculture. Dopo la morte del Vignola (1573), gli subentrarono Giacomo del Duca, assistente apprezzato di Michelangelo e Giovanni Antonio Garzoni da Viggiù.

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 Caprarola. Palazzo Fanese. Fontana

Le Fontane dei Giardini Alti di Villa Farnese e la Casina del Piacere: La prima fontana che s’incontra è la Fontana del Giglio che raccoglie nella sua vasca circolare l’acqua che scende dalla Catena dei Delfini. Si sale la grande scala a due rampe. Lo sguardo viene intenzionalmente indirizzato dagli alti padiglioni laterali fino al secondo ripiano, della Fontana dei Fiumi. Al centro di una doppia scala semicircolare si trova una grande vasca e un enorme vaso in peperino a forma di calice, sormontato da due grandi sculture. Queste simboleggiano i fiumi Tevere e Arno. Si arriva al terzo terrazzamento, della Casina del Piacere (1584- 86), una elegante palazzina affrescata a due piani. Amava il cardinale, ormai verso gli ultimi anni della sua vita, ritirarsi qui dalla vita movimentata del palazzo. Intorno alla casina affrescata si estendono labirinti di bosso con fontane e sculture scolpite da Pietro Bernini, padre del famoso Gian Lorenzo.

Dopo la morte del cardinale, avvenuta nel 1589, fu il suo pronipote il card. Odoardo a fare completare i lavori. Incaricò quindi il suo architetto di fiducia, Girolamo Rainaldi (1620). Il Rainaldi perfezionò minuziosamente il lavoro dei predecessori, ridefinì gli spazi, migliorò i giochi d’acqua ed aggiunse le 28 cariatidi. Dal fondo dei due quadrati a siepi del ripiano della Casina del Piacere, due scale poste in simmetria all’edificio conducono al quarto e ultimo terrazzamento, dove sorge una fontana ottagonale. Da qui parte un viale in asse all’edificio e sale tra le grandi aiuole laterali ornate da sculture e fontane con mascheroni. Le fontane sono alimentate da una galleria sotterranea, l’acquedotto farnesiano, che attinge direttamente alle sorgenti dei Monti Cimini. Provvedeva anche al fabbisogno idrico del complesso. 

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Caprarola. Palazzo Farnese. Esterni e dettaglio Scala elicoidale

VILLA LANTE A BAGNAIA 

Offre l’esempio più compiuto di Giardino all’italiana, con delle soluzioni innovative nel disegno e nelle forme acquee. Villa Lante fu costruita nella seconda metà del secolo XVI, probabilmente sul progetto di Jacopo Barozzi da Vignola. Con ulteriori interventi di Pirro Ligorio. Tanta acqua scolpita dalle fontane in varie forme: in cascata, in ruscello, in giochi e scherzi d’acqua. Dove guardi, noti lo scintillio dell’acqua che scorre dall’alto in basso, attraverso cinque livelli di fontane. Dai punti panoramici si ammira il panorama sul borgo di Bagnaia e sui terrazzamenti. Tra questi ultimi il Quadrato dei Mori diviso in sedici riquadri con la fontana circolare dei Mori è denso di significati simbolici. Come tutti i giardini all’italiana, anche quello di Villa Lante vuole riflettere la struttura dell’Universo, perfetto, perché di natura divina. Il cardinale Giovan Francesco Gambara Invece di un edificio “villa” ne fece costruire due gemelle: la Palazzina Gambara (1568-1578) e la Palazzina Montalto (1590-1612) con le logge e gli importanti cicli di affresco delle stanze.

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Bagnaia. Villa Lante

IL PARCO DEI MOSTRI O SACRO BOSCO DI BOMARZO

Sotto il borgo di Bomarzo, in una valle cosparsa di massi di roccia vulcanica fu realizzato il giardino più singolare, che la storia dell’architettura dei giardini abbia mai visto: gigantesche statue ricavate nel peperino, enormi Dei pagani, vasi grandi come elefanti, inverosimili costruzioni pendenti, animali esotici, spaventosi mascheroni dalle fauci spalancate che invitano ad entrare dentro la loro bocca, statue parlanti, finte rovine, sfingi e draghi, destano stupore e meraviglia nel visitatore che si imbatte nelle strutture del parco, come all’improvviso, tra le foglie dei cespugli e degli alberi.

Il giardino, chiamato dal suo ideatore e committente, Pier Francesco Orsini (1545-1585) il “Boschetto”, fu modellato secondo la cultura e il gusto manierista del tardo Rinascimento, “…amante di giganti, di mostri, di invenzioni sceniche che preludono al Barocco, con la sua volontà di provare ad essere tutto, il fingersi in mille guise, pianta, animale, occidente e oriente, di sorprendersi con maschere e travesti- menti.” L’Orsini, uomo di raffinata cultura ed amante di misteri, aggiunse la propria fantasia ed il proprio vissuto, alla maniera dell’espressione artistica della sua epoca.

Il Parco dei Mostri dominato dall’alto dal Tempietto eretto da Pier Francesco in memoria alla moglie, imita un bosco incantato oppure una selva oscura, un luogo adatto ad un viaggio spirituale, un giardino ricco di mirabili opere d’arte, portatore di simboli. Il visitatore è invitato ad attraversare questo bosco e ad orientarvisi secondo le indica- zioni degli Orsini che gli parlano attraverso le statue e le strutture del parco, accompagnate da iscrizioni. A volte si rimane disorientati in questo microcosmo dove Vicino Orsini, volendo sovvertire le regole dell’espressione artistica del Rinascimento, fa apparire il mondo con delle deformazioni prospettiche, in cui le proporzioni sono sproporzionate, esageratamente grandi o piccoli. E un mondo teatrale che il visitatore scoprirà sciogliendo enigmi, divertendosi, vivendo sensazioni irresistibili, entrando nella Casa pendente, addentrandosi nella bocca dell’Orco, esplorando un percorso assieme artistico, culturale e spirituale. 

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Bomarzo. Il Sacro Bosco o Parco dei Mostri

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dati aggiornati al 17 Gennaio 2018